Quando ci guardiamo indietro nel tempo, una volta che esci dallo schema vittima – carnefice, ti rendi conto degli schemi che ci sono ripetuti…delle lezioni che hai appreso e quelle su cui hai ancora bisogno di approfondire… La coscienza di essere diversa, inferiore, incapace mi ha portato sicuramente ad essere più sensibile, più empatica, più aperta al confronto e a quello che è necessario mettere in atto per stare bene con sé stessi.

Per un lungo periodo ho confuso il volontariato con l’amore per il prossimo, non perché non lo sia o non lo abbia vissuto veramente così, ma perché questo “amore” era molto legato al bisogno di esserci, di essere riconosciuta e apprezzata…

Il bisogno di essere visti è per tutti e i principi morali e religiosi mi hanno portato a questa visione, ma adesso riconosco in pieno che è necessario AMARSI nella nostra interezza…
Amare sé stessi è riconoscimento della nostra dignità, del nostro valore, della nostra LUCE PERSONALE E UNICA !

Amare sé stessi significa riconoscere il valore del corpo, la bellezza insita in ogni nostra cellula… Sono uscita così dall’estremismo dell’importanza unica dello spirito e annullamento del corpo e dei suoi bisogni per vedere la globalità dell’essere umano… talenti e potenzialità… limiti e fragilità…

E per questo è fondamentale per me vivere la danzamovimentoterapia e la meditazione allo stesso tempo…

Il movimento danzato in piena consapevolezza e in pieno ascolto del proprio sentire e dei messaggi del corpo significa accogliersi a tutto tondo, darsi il permesso di esprimere e comunicare al 100 %…

Accogliere la propria unità psico-fisica in un movimento suggerito dal ritmo, dalla musica, ma proveniente dal dentro, è vedere la propria pienezza, la completezza e sperimentare la gioia incredibile del creare…