Hai mai notato come certi suoni ti facciano semplicemente stare meglio, senza saperne spiegare il motivo?
Nel contesto delle iniziative collaterali al periodo sanremese, ho avuto l’opportunità di partecipare a un incontro promosso da Elite Eventi e Formazione insieme a Emmanuel Santoro, Michele Zoani ed Emiliano Toso, ricercatore, biologo molecolare e musicista. Un momento di confronto in cui musica, scienza e benessere si sono intrecciate, restituendo un tema che porto avanti da anni nel mio lavoro: il corpo non ascolta solo con le orecchie. Ascolta con tutto sé stesso.
Il suono come esperienza, non solo come melodia
Toso ha condiviso il proprio percorso: partito dallo studio delle cellule e dei meccanismi della salute, si è naturalmente intrecciato con la composizione musicale. Le sue opere, scritte principalmente per pianoforte accordato a 432 Hz, nascono con l’intenzione di creare armonia tra corpo e mente.
Durante l’incontro ho portato la mia esperienza di danzamovimentoterapeuta e operatrice del benessere, sottolineando quanto questo tipo di ascolto possa favorire rilassamento, consapevolezza corporea e armonia interiore, in persone di ogni età e in ogni contesto.
“Non è la musica in sé a trasformarci. È lo spazio che le permettiamo di aprire dentro di noi.“

Ascoltare con il corpo, non solo con la mente
Nel mio lavoro propongo spesso l’ascolto musicale non come sottofondo, ma come pratica attiva: un invito a chiudere gli occhi, lasciare che il suono attraversi il corpo, e osservare cosa si muove, cosa si scioglie, cosa chiede spazio.
Non è necessario avere competenze musicali. Non è necessario “capire” la musica. È sufficiente permettersi di sentirla.
Questo tipo di ascolto consapevole può favorire:
- un maggiore rilassamento psicofisico;
- una più profonda consapevolezza corporea;
- uno spazio di ascolto interiore, lontano dal giudizio e dalla performance;
- un’occasione di incontro con emozioni spesso silenziate dalla frenesia quotidiana.

Un ponte tra scienza e presenza
Durante l’incontro sono stati citati anche studi sull’ancoraggio musicale in gravidanza, che mostrano come l’ascolto ripetuto delle stesse melodie possa aiutare i neonati a sentirsi più sicuri, con effetti positivi su sonno e alimentazione. Un tema che apre prospettive interessanti anche nel lavoro con bambini e famiglie, e che invita a guardare la musica non come semplice intrattenimento, ma come possibile alleata nei percorsi di crescita e cura.
“Il ponte tra scienza e arte non serve a spiegare il benessere. Serve a dargli spazio.”
Perché ne parlo nel mio lavoro
Nei percorsi che propongo, la musica non è mai un elemento a parte. È parte integrante dell’esperienza, insieme al movimento, alla respirazione consapevole e all’ascolto corporeo. Non come tecnica da applicare, ma come presenza da abitare.
Perché il vero benessere non nasce da uno strumento perfetto o da una formula esatta.
Nasce dallo spazio che ci concediamo per ascoltarci, davvero.

Articolo elaborato a partire dall’incontro raccontato da Flash Style Magazine.
Per entrare in contatto con Alessandra: info@alessandraprofeti.com