Hai mai pensato che il vero protagonismo non sia quello che si vede sul palco, ma quello che si vive dentro?
A Sanremo 2026 ho avuto l’opportunità di far parte della squadra Elite al Lolli Palace, un’iniziativa promossa da Elite Formazione APS ed Elite Eventi, pensata per offrire agli artisti e ai protagonisti della settimana festivaliera momenti di relax, serenità ed equilibrio psicofisico.
Non è stata solo un’esperienza professionale. È stata l’ennesima conferma di ciò che porto avanti da anni nel mio lavoro: il benessere non si guarda da fuori. Si sente da dentro.

Il valore della ricerca
“In ogni percorso professionale la ricerca è il motore della crescita.”
Sono stata insegnante di sostegno nella scuola primaria per oltre trent’anni. E in tutti questi anni non ho mai smesso di cercare nuovi strumenti educativi e relazionali, capaci di andare oltre la teoria e di toccare davvero le persone.
Questo desiderio mi ha portato a frequentare corsi di psicomotricità e la Scuola di Danzamovimentoterapia di Firenze, fondata da Lilia Bertelli, secondo le metodologie di Maria Fux e Paola Vera D’Aragona. Nel tempo la mia ricerca si è ampliata al coaching e alle tecniche energetiche, integrando nei laboratori di danzamovimentoterapia momenti di rilassamento e brevi meditazioni rivolte a bambini, adulti e gruppi misti, genitori e figli insieme.
Un cammino arricchito dall’incontro con numerosi formatori e professionisti, ognuno dei quali ha rappresentato un autentico passaggio di trasformazione, personale e professionale.
Sono orgogliosa di far parte di APID, l’Associazione Professionale Italiana Danzamovimentoterapia, che promuove questa metodologia in ambito educativo, clinico e sociale, mantenendo un dialogo costante con le realtà europee e garantendo la formazione permanente dei professionisti.
La danzamovimentoterapia coinvolge la persona a livello corporeo, emotivo e relazionale. Stimola la creatività e la consapevolezza. In un ambiente privo di giudizio e di competizione, la persona può ricostruire una nuova immagine di sé, rafforzando autostima, espressione e comunicazione, anche in presenza di disagi o difficoltà.
Il senso della partecipazione a Sanremo
La mia presenza a Sanremo 2026 non è stata soltanto un’occasione per offrire momenti di rilassamento. È stata un vero e proprio apprendimento dello star bene.
“Siamo noi i protagonisti della nostra vita. Possiamo scegliere il nostro benessere quando passiamo dal guardare fuori al guardare dentro, quando iniziamo a stare nel sentire.”
Durante l’evento ho proposto:
- un trattamento-apprendimento di automassaggio con l’ausilio di oli essenziali, per l’equilibrio emozionale;
- una breve meditazione replicabile in autonomia, secondo la metodologia di Patrizia Setteducati;
- l’ascolto consapevole di un brano musicale a 432 Hz del compositore Emiliano Toso.
Non è stato semplicemente ascoltare musica. È stato invitare le persone ad ascoltare non solo con le orecchie, ma con tutto il corpo, lasciandosi guidare in una danza spontanea, ad occhi chiusi. Un piccolo gesto capace di aprire uno spazio di presenza, in mezzo alla frenesia di una settimana come quella del Festival.
Corpo, mente e psiche: tornare all’UNO
Lo stress e la frenesia quotidiana spesso ci frammentano. Ci fanno vivere come se fossimo fatti a pezzi: una parte che pensa, una parte che sente, una parte che agisce, ognuna scollegata dalle altre.
La mia proposta nasce proprio dall’esigenza di ricomporre questa unità.
“Non siamo mente da una parte e corpo dall’altra. Siamo un unico insieme. Possiamo ritrovare questa verità attraverso strumenti dinamici come la danzamovimentoterapia, ma anche attraverso meditazioni ed esercizi di respiro accessibili a tutti, anche ai bambini.”
L’esperienza offerta a Sanremo è stata un momento di connessione profonda con sé stessi e con gli altri. Perché è dal benessere personale che nascono le relazioni più serene, più autentiche, più vere.
Un palcoscenico diverso
Sanremo 2026 si conferma così non solo il palcoscenico della musica, ma anche uno spazio di benessere, consapevolezza e crescita personale.
E forse è proprio questo il messaggio più importante da portare a casa: non serve un palco per imparare a stare bene. Serve solo il coraggio di fermarsi, respirare, e iniziare a stare nel sentire.

Articolo elaborato a partire dall’esperienza raccontata da Mondo Spettacolo.
Per entrare in contatto con Alessandra: info@alessandraprofeti.com